Internet of Everything: 4 insight dal Talks di CISCO

“IoETalks – Crescere Digitaliani” di CISCO che si è svolto il 17 giugno 2015 in H-Farm è stato un evento breve, ricco di messaggi convincenti che hanno dipinto un futuro che si è già impossessato del presente, e che ha messo in secondo piano alcune concezioni sul cambiamento digitale e sull’innovazione degli ultimi anni.

Tre ore abbondanti per tre sezioni: Digitaliani e Futuro, Digitaliani e Cultura, Digitaliani e Innovazione.

Un percorso circolare: descrizione di scenari già presenti, ambiti di opportunità, casi di realizzazione di nuovi paradigmi che richiamano gli scenari iniziali.

In questo percorso, i relatori hanno mostrato (dimostrato, forse) che l’Internet of Everything è presente, rappresenta una concreta opportunità di sviluppo economico e del lavoro.

Quando poi è stata riproposta l’affermazione del 1962 di Nicola Tesla al Collier’s Weekly, a me piace pensare all’Internet of Things come ad un’evoluzione naturale del pensiero dell’uomo.

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1. Il valore dei nuovi paradigmi abilitati dall’IoE

Tutti i relatori convergono nel descrivere il nuovo scenario dell’Internet of Things attraverso la peculiarità di poter connettere insieme persone, processi e dati.

Si parla di quarta rivoluzione industriale, di industria 4.0, un’era in cui la tecnologia diventa fondamentale e dominante rispetto alla vita di tutti i giorni, principalmente per effetto di tre fattori:

  • quantità di dati disponibili: nel 2020 raggiungeranno i 44ZByte
  • IP Connected: persone e oggetti saranno sempre di più connessi attraverso internet
  • potenza di calcolo: sia nei processori, ma anche attraverso nuove soluzioni di rete

Questi fattori, oggi consentono un salto nella comprensione dei fenomeni collettivi, accedendo a  nuovi significati.

L’intelligenza (Analytics) è sempre di più nelle connessioni, la rete diventa piattaforma intelligente per correlare cose apparentemente non connesse, trasformare dati in informazioni e  poi senso. Il dato analizzato, è correlato e trasformato in informazione, fornito alla persona giusta, nel momento giusto e sul giusto device per diventare significato. Inoltre, la stessa informazione potrà essere fornita alle macchine (in rete) che aumenteranno ulteriormente la loro capacità di elaborazione ed intelligenza.

Ogni Industry e Pubblica Amministrazione possono generare valore in modo nuovo rivedendo il proprio paradigma di business attraverso un’interpretazione dell’Internet of Everithing – #IoE. Emblematico è il caso di “Barcellona Smart City”.

Alla base di ciò che produciamo e dei servizi che forniamo c’è un’idea di lavoro e tecnologia. Il cambiamento di paradigma portato dall’IoE ci consente di vedere la tecnologia non come mero supporto a processi tradizionali. Con l’Internet of Everything, gli oggetti smart possono completare operazioni fisiche in coerenza ad un flusso di azioni più ampio, abilitando una nuova fase di innovazione sistemica,

Si ragiona su nuovi paradigmi e processi, che superano le classiche variabili di lavoro e impresa. E’ un paradigma che consente di unire e ricombinare design, produzione e processo in modi nuovi, producendo valore e alta personalizzazione.

2 – Cultura digitale

Creare cultura digitale: è questa un priorità di oggi. In un mondo in cui la rete e i software forniranno una visione dei fenomeni in tempo reale, le persone dovranno possedere schemi interpretativi e capacità di disegnare il futuro. La citazione a Luciano Floridi mette tutto nella giusta prospettiva “Dobbiamo insegnare alle generazioni future i linguaggi attraverso cui le informazioni vengono create gestite e utilizzate.

I fenomeni attuali si basano sull’aggregazione di dati, sono fenomeni collettivi oggi resi visibili dalle briciole digitali prodotte da tutti noi attraverso i nostri device e dagli oggetti connessi alla rete.

La domanda cruciale è cosa ci possiamo fare con tutti questi dati?

E’, quindi, necessario investire nello sviluppo di modelli interpretativi di questi fenomeni collettivi. Modelli che siano affidabili nel favorire comprensione della fisica del sistema al fine di avere un supporto previsionale. Con l’IoE sarà sempre più importante pensare in modo sistemico (e personalmente aggiungo multidisciplinare) per creare innovazione che dia valore.

3 Ecosistema e Innovazione

Con l’Internet of Everithing la produzione di valore avviene attraverso una molteplicità di attori, on tutti appartenenti alla stessa Azienda.

L’hanno capito molto presto in Luxottica e Zoppas Industries, guardando oltre il momento hype delle tecnologie digitali.

Chiarezza della propria missione, più ricerca di innovazione per creare nuovi prodotti, ma anche nuovi servizi hanno spinto Luxottica a cercare soluzioni in grado di coniugare Design e tecnologia per abilitare nuovi comportamenti.

Diventa importante un approccio al processo di innovazione che tenga in considerazione e/o coinvolga il cliente nelle prime fasi. Lo studio dello use case porta a identificare come un occhiale può veicolare nuovi servizi, per lo sport, per la comunicazione, per il supporto a processi decisionali, per la sicurezza, etc.

Questo non lo può fare una sola azienda. Devono crearsi “smart partnership” con chi si riconosce avere know how e capacità di sviluppare innovazione.

La stessa consapevolezza l’ha maturata Zoppas, arrivando a sviluppare il proprio modello di business per entrare nel mondo degli oggetti connessi. Questo ha richiesto loro di spostare il focus dalla produzione di singoli componenti, per interrogarsi su come arricchire la user experience.

E’ proprio attraverso i modelli e le infrastrutture IoE che è possibile mettere a fuoco servizi più evoluti. Questo comporta acquisire nuove competenze e nuovi know how, alcune sviluppandole internamente altre attraverso la creazione di un ecosistema esterno, necessario per una value proposition evoluta.

4 Standard e Privacy

Tutte le organizzazioni diventeranno Software Organization. Nascono nuove professioni, i processi devono essere rivisti alla luce dei nuovi paradigmi dei Big Data, degli Analytics e dell’IoE.

Per cogliere le potenzialità che si aprono, è necessaria una visione globale, end-to-end su tutta la catena del valore in una logica di creazione del servizio. Sarà determinante mettere intelligenza negli oggetti e nei processi, ma anche definire standard per l’Open Industries.

Cambia anche il modo di interpretare la sicurezza e la privacy. Non possediamo più le nostre informazioni, queste rappresentano i dati per realizzare prodotti e servizi a loro volta importanti per i nostri bisogni o benefici. Al tempo stesso, queste informazioni comunicano dei significati sulla nostra persona, sul nostro modo di vivere. Trasparenza e sicurezza dei dati sarà un ambito di lavoro chiave lungo tutta la catena del valore.

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