Se la Mobile Economy vola, può volare anche la Social Organization?

Si stima che in Italia la Mobile Economy nel 2016 varrà circa 40 miliardi di euro. Entro il 2016 si stima un aumento del mobile commerce del +439%, e una crescita degli investimenti in Mobile Marketing del +153% (fonti: osservatori.net, visiwa lab, doxa).

Il cambiamento è avvenuto. Oggi, molte attività le svolgiamo in modo differente. Rispetto al recente passato. Possiamo completare più attività, più velocemente, prendendo più decisioni e gestendo molte più informazioni.

E’ la tecnologia informatica l’ingrediente fondamentale che ha permesso questo cambiamento?

Se sì, come se ne possono avvantaggiare le Aziende che voglio trasformarsi in Social Organization?

Social Platform

Prendiamo in considerazione alcuni servizi (o Social Platform) che ci consentono di fare meglio e di più alcune attività nella nostra sfera di vita privata.

  • Waze: applicazione di navigazione GPS che consente di evitare il traffico o altri problemi sulla strada, grazie alla condivisione delle informazioni nella comunità di utenti (waze.com/it/).
  • Tripadvisor: consente di scegliere hotel, B&B, ristoranti attraverso una profilatura dettagliata e soprattutto il gradimento degli altri utenti (tripadvisor.it).
  • Airbnb: che consente di prenotare appartamenti di privati dove soggiornare durante i viaggi, e allo stesso tempo di mettere il proprio appartamento in “affitto” per altri utenti ricavandone un guadagno (airbnb.com).
  • Comingsoon: servizio che consente la ricerca di film, cinema per la proiezione, contenuti (trame, trailer, biografie di attori e registi, etc.) di approfondimento e gradimento che ricevono dagli altri utenti, tutto in tempo reale (comingsoon.it).
  • QUIXTER: che consente pagamenti con il palmo della mano grazie alla rilevazione dei dati biometrici che descrivono il proprio circuito venoso, unico e differente da quello di tutte le altre persone (quixter.se).

Queste soluzioni ci mettono a disposizione un enorme valore, o meglio, un enorme “potere” inteso come “essere in grado di…”. Siamo, infatti, potenzialmente più autonomi nel comprendere, approfondire e valutare diversi aspetti dell’attività supportata da App, e più veloci ed efficaci nella presa di decisione, a favore della nostra efficacia complessiva.

Non solo abbiamo aumentato velocità di esecuzione ed efficacia delle decisioni. Attraverso le soluzioni web e le App abbiamo compiuto un salto di qualità nell’execution di attività. Riusciamo, infatti, ad agire:

  • con estrema facilità e semplicità nell’accesso sia a funzioni che a informazioni/risorse
  • con maggior consapevolezza grazie alla disponibilità di informazioni pertinenti, chiare e organizzate
  • disponendo di un ampio bacino di esperienze e soluzioni già sperimentate da altri, e che possiamo applicare facilmente
  • basandoci su aggiornamenti in tempo reale sulle opzioni di scelta e/o sulle risorse disponibili, che portano maggior valore ogni volta che dobbiamo fruire del servizio e/o svolgere una determinata attività
  • traendo un’esperienza di valore che favorisce il nostro coinvolgimento ed engagement nel ripetere quella specifica modalità di completare l’attività.

Le Azienda inseguono il cambiamento verso la Social Organization, spesso partendo dalla digitalizzazione dei processi e delle attività professionali.

Le tecnologie che utilizziamo in ambienti professionali, quindi, possono potenzialmente liberare nuove capacità e comportamenti individuali e collettivi, consentendoci di fare un salto di qualità (perlomeno) analogo.

Assistiamo, infatti, al cosiddetto IT Consumerization, fenomeno che indica come l’uso e lo stile delle tecnologie in ambiente lavorativo viene dettato, in sostanza, dall’utilizzo delle tecnologie personali in ambito privato.

Tuttavia, prima di correre ad una spinta digitalizzazione del posto di lavoro, è necessario disegnare nuovi processi e relativi comportamenti e, solo successivamente, definire l’ambiente tecnologico di lavoro.

Per esperienza diretta, la sola introduzione di tecnologia nelle organizzazioni non garantisce il successo nel promuovere prassi tipiche della Social Organization. E’ necessario adottare precisi criteri per rileggere processi e attività supportate dalle Social Platform.

Solo alcune tecnologie, infatti, ci consentono di accedere al livello di autonomia e decisione precedentemente descritto.

Devono necessariamente avere tre caratteristiche:

  • in the flow: ossia naturalmente accessibili all’interno del nostro flusso (di lavoro e non) ci consentono in modo semplice e coinvolgente di accedere a informazioni, risorse, interlocutori e/o scambiare idee e soluzioni;
  • on demand & pocket: disponibili nel momento e nel luogo in cui ne abbiamo bisogno, ossia non appena emerge un quesito, un problema, un limite di conoscenza, e spesso attraverso device “tascabili” e proprietari;
  • unlimited & renewable: mantengono la promessa di metterci a disposizione informazioni, conoscenze, soluzioni aggiornate e sempre nuove; questo è possibile se tali risorse sono il frutto della condivisione da parte di un’ampia popolazione.

Tecnologie e Social Platform che hanno queste tre caratteristiche possono portare valore in ambito professionale e mantenere alto l’engagement delle persone rispetto al loro utilizzo.

Tuttavia, saranno sempre e solo le persone a decretare se tali tecnologie sono in grado di fornire queste caratteristiche.
Nel percorso di trasformazione verso la Social Organization, ogni Azienda dovrà coinvolgere i propri dipendenti secondo una metodologia partecipata di co-design dei processi in logica Social. Solo loro in questo modo sarà possibile porre le basi per il salto di qualità supportato da soluzioni Digital.

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